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Alla scoperta delle Gole di Celano, raro esempio di canyon italiano

Gole di Celano - itinerari abruzzo
15 ottobre 2013

Cuore verde dell’Europa” e “Regione dei Parchi”, sono solo due dei tanti slogan che accompagnano la regione Abruzzo. Semplice: quasi la metà del territorio abruzzese è sotto la tutela ambientale. Tre i Parchi Nazionali: il Parco Nazionale d’Abruzzo, uno dei più antichi d’Europa, il Parco Nazionale della Majella ed il Parco Nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga. A questi si aggiunge il Parco Regionale del Velino-Sirente e le oltre trenta riserve naturali sparse su tutto il territorio.

Uno degli itinerari più suggestivi e affascinanti nel cuore del Parco Regionale del Velino-Sirente è lo spettacolare canyon “Gole di Celano”, il più bell’esempio di tutta la regione e tra i più prestigiosi in Italia. E’ un luogo di profonda suggestione. Ci si addentra a piedi tra due pareti rocciose che nel punto più alto raggiungono quasi 250 metri d’altezza e 3 metri di larghezza.

Le “Gole di Aielli-Celano”, dovute all’erosione del torrente Foce, sono senza dubbio il canyon più noto e frequentato dell’Appennino centrale, meta di appassionati di trekking non sono italiani e stranieri. Tra le specie faunistiche si possono incontrare l’aquila reale, il gufo reale, il falco pellegrino e la rondine montana.

L’itinerario può essere fatto sia in salita sia in discesa, e non presenta difficoltà particolari se preso da Ovindoli, perché sempre in leggera e costante discesa.

 

Da Ovindoli

Si parte dalla piazzetta di Ovindoli e si segue il percorso turistico verso la Valle D’Arano, un piano carsico circondato da boschi rigogliosissimi. Un percorso suggestivo e ricco di spunti di interesse per vegetazione e fauna. Possibili gli incontri con numerose specie di animali che frequentano il vallone per il suo ruscello.

Si attraversa la valle passando vicino le rovine dell’antico monastero celestino rupestre, fino a raggiungere due fontanili. Dal secondo si prende un sentiero ben tracciato che in circa 20 minuti conduce alla magica radura che domina le gole vere e proprie. Da questo balcone aereo si scende sul versante boscoso della serra dei Curti fino al fondo del canyon, dove si ritrova il torrente abbandonato al secondo fontanile, sotto un tunnel di piante acquatiche.

La “Sorgente degli Innamorati” (1030 metri) è una tappa obbligatoria, la cui acqua sgorga dal soffitto di una grotta. Si prosegue il cammino rigoglioso di alberi fino all’uscita delle gole in località “Le Foci”. Da qui si raggiunge Celano percorrendo una strada asfaltata per circa 3 km.

La parte bassa verso Celano è più angusta ed impervia, mentre verso i Piani d’Arano troviamo versanti boscosi e balze rocciose. Il dislivello tra l’apice delle gole, ad un’altezza di 1330 metri , e il loro sbocco, è di circa 572 metri.

Il periodo migliore per intraprendere questo percorso è quando le gole sono asciutte, cioè non dopo grandi piogge o in primavera, periodo del disgelo, ma tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. In alternativa si può andare a maggio-giugno, ma mettere i piedi nell’acqua è assolutamente necessario. Il letto asciutto del torrente è l’unico sentiero praticabile per lunghi tratti che si snodano tra le due pareti strapiombanti e distanti tra loro circa 4-5 metri.

 

Scheda

Dislivello: 572 m
Tempo di salita: circa 3 ore
Tempo di discesa: circa 2.30 ore
Itinerario segnato: (giallo- rosso)

(image credits: blog.focus.it )